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Alla scoperta delle emozioni dei bambini

Aggiornamento: 31 ott 2020

Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita

Le emozioni accompagnano l’individuo in ogni fase della propria vita e solo attraverso la regolazione emotiva, è possibile modulare e gestire efficacemente ogni emozione, in modo da renderle funzionali per il proprio benessere.

Il bambino, fin dalla nascita, impara a trasformare le proprie sensazioni che man mano si sviluppano, divengono emozioni vere e proprie.

I neonati, già poche ore dopo la nascita, sembrerebbero essere in grado di discriminare e imitare le espressioni facciali delle emozioni di base.

Quando si sviluppano gioia, tristezza, paura, sorpresa, rabbia, disgusto?

L’espressione di gioia, rabbia, collera e paura si manifesterebbe tra il quarto ed il nono mese di vita del bambino.

Dopo il primo anno di vita invece, compaiono le emozioni sociali: vergogna, imbarazzo, invidia, collera; a seguito dell’acquisizione delle regole sociali.

Inoltre già a due mesi i bambini sarebbero in grado di discriminare le espressioni facciali prodotte dagli adulti attribuendovi uno stato emotivo, di imitare le espressioni altrui e, soprattutto, di regolare la propria risposta emotiva sulla base degli indici espressivi forniti dalle figure di riferimento.

· Fin dalla nascita è presente nel bambino il “sorriso endogeno”, volto a segnalare stati di benessere fisiologici, tuttavia esso non è ancora definibile come un’emozione; infatti il “sorriso sociale”, si svilupperebbe solo a partire dal secondo mese di vita.

La gioia come emozione vera e propria, sembrerebbe manifestarsi verso i cinque mesi.

· Già nel feto è possibile notare delle espressioni facciali, tipiche della sorpresa. Tuttavia essa sembrerebbe manifestarsi a partire dai cinque mesi di vita.

· La rabbia sembrerebbe comparire intorno ai quattro mesi di vita del bambino, diventando più complessa intorno agli otto mesi.

· La paura si manifesterebbe con il pianto o con l’immobilità corporea e già a partire dai primi mesi, se il bambino viene posto di fronte a qualcosa che lo spaventa, egli tenderebbe a voltarsi dall’altra parte. Intorno agli otto mesi invece, il bimbo tenderebbe ad avere timore degli estranei.

· Il disgusto viene esternalizzato con espressioni tipiche anche degli adulti ed è possibile notarlo nei bimbi anche molto piccoli se ad esempio mettono in bocca qualcosa dal sapore poco gradito ed è ancora più comune durante lo svezzamento, in cui il bambino scopre i si rapporta ai diversi sapori.



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